359. Le fallacie logiche sulle donne transgender

Traduzione (*)

Come smontare il mito "Le donne transgender non sono donne"

Julia Serano, autrice di Whipping Girl, demolisce le fallacie una a una.

Di Julia Serano 7/14/2017

 

Di recente sono stata intervistata dal New York Times sul mio lavoro e sui miei scritti come transfemminista. Da conversazioni preliminari avevo appreso che il mio intervistatore contava di interpellarmi riguardo alle dichiarazioni di Chimamanda Ngozi Adichie, risalenti all’inizio di quest’anno, secondo le quali le donne trans non sono donne.

Così, preparandomi per la mia intervista, ho deciso di rivisitare il mio primo libro, Whipping Girl: a Transsexual Woman on Sexism and the Scapegoating of Feminity, e di elencare tutti gli argomenti che ho lì esposto per controbattere a tali affermazioni. Ho esposto alcuni di questi punti durante l’intervista, sebbene soltanto pochi siano stati inclusi nell’articolo finale, poiché esso è stato abbreviato per motivi editoriali.

Ma dato che queste affermazioni "le-donne-trans-non-sono-donne" ricorrono regolarmente (e sono spesso portate avanti da persone che si definiscono femministe), ho pensato che valesse la pena raccogliere tutte le mie controargomentazioni più rilevanti in un unico saggio.

Osservazioni preliminari riguardanti il termine "cisgender"

In questo saggio userò il termine "cis" o "cisgender" per riferirmi a donne che non sono trans o transgender. Spiego la logica sottostante a tale terminologia nelle mie FAQ sulla terminologia cis e in due saggi successivi ai quali potete accedere qui qui.. Le donne che insistono nel dire che le donne trans non sono donne spesso protestano quando vengono chiamate "donne cis" partendo dalla falsa premessa che il termine indebolisca in qualche modo la loro femminilità, ma questo non è affatto lo scopo di questo linguaggio. L’unico fine della terminologia cis è di dare un nome alla maggioranza che ne è sprovvista (come ci si potrebbe riferire alle donne bianche, alle donne eterosessuali, alle donne normodotate e così via). In altre parole riferirsi a qualcuno come "cisgender" significa semplicemente che questa persona non ha avuto un’esperienza transgender.

Le realtà delle donne transessuali

Le donne transessuali sono molto diverse l’una dall’altra. Forse l’unica cosa che abbiamo in comune è il sentire che vi era qualcosa di sbagliato nell’essere assegnate al sesso maschile alla nascita e/o che noi invece avremmo dovuto essere assegnate al sesso femminile. Mentre alcune persone cisgender rifiutano di prendere sul serio la nostra esperienza, il fatto è che le persone transessuali possono essere trovate praticamente in ogni cultura e attraverso la storia; stime attuali suggeriscono che noi siamo 0,2-0,3% della popolazione [o forse di più, si veda la nota più in basso].

In altre parole, semplicemente noi esistiamo.

Nel mio caso, ho passato anni a cercare di dare un senso alle inesplicabili e irrefrenabili sensazioni che avevo prima di prendere finalmente la decisione di transizionare, 17 anni fa. Da allora vivo come donna. In ogni singolo giorno della mia vita la gente mi percepisce e mi tratta come donna, e come risultato provo regolarmente sulla mia pelle il sessismo. Le femministe cis che affermano che le donne trans non sono donne sono ossessionate dalle questioni di identità (“Come può un "uomo" chiamare se stesso donna?”), e deliberatamente trascurano o minimizzano il fatto che noi abbiamo realissime esperienze di vita come donne.

Più in generale, come donne, anche molte donne trans sono femministe. Il femminismo e l’attivismo transgender non sono assolutamente incompatibili e non si escludono a vicenda. Come femministe che riconoscono l’intersezionalità, noi crediamo che dovremmo combattere per porre fine a tutte le forme di sessismo ed emarginazione, la qual cosa include sia il sessismo tradizionale che la transfobia. Obbligare le donne transessuali in un gruppo separato distinto dalle donne cis non aiuta in alcun modo a raggiungere l’obiettivo centrale del femminismo di porre fine al sessismo.

La fallacia della "donna biologica"

Le affermazioni secondo le quali le donne trans non sarebbero donne poggiano spesso su premesse di stampo essenzialista (e quindi non corrette) riguardanti la biologia. Ad esempio la gente potrebbe dire che le donne trans non sono "geneticamente donne", nonostante il fatto che non possiamo facilmente accertare i cromosomi sessuali di qualcuno. In verità, la maggior parte delle persone non si sono mai fatte analizzare i cromosomi sessuali e quelle che lo fanno talora sono sorprese dei risultati.

Altri comuni appelli alla biologia sono focalizzati sulla riproduzione, ad esempio si dice che le donne trans non hanno fatto l’esperienza delle mestruazioni o non possono rimanere incinte. Questo non tiene conto del fatto che alcune donne cisgender non hanno mai avuto mestruazioni e/o non possono avere bambini.

Le affermazioni riguardanti i genitali sono parimenti problematiche: i genitali delle donne variano molto, e come nel caso dei cromosomi e delle capacità riproduttive, noi non possiamo facilmente vedere i genitali di altre persone negli incontri di ogni giorno. Se tu e io dovessimo incontrarci, dovrei rifiutare di riconoscerti o riferirmi a te come donna a meno che tu mi mostri i tuoi genitali? E sinceramente, cosa potrebbe essere più sessista che ridurre una donna a quello che ha tra le proprie gambe? Non è esattamente quello che hanno fatto gli uomini sessisti alle donne per secoli?

Io direi che tutti questi appelli alla biologia sono intrinsecamente antifemministi. I sessisti regolarmente delegittimano le donne facendo riferimento a differenze biologiche reali o presunte. Le femministe si sono opposte a lungo all’oggettificazione dei nostri corpi sostenendo che noi non siamo confinate alla nostra biologia. Pertanto è ipocrita che una donna che si identifica quale femminista usi gli argomenti della "biologia" e delle "parti del corpo" nei suoi tentativi di escludere le donne trans.

La fallacia "Caitlyn Jenner"

In questi giorni negli argomenti "le-donne-trans-non-sono-donne" si cita sempre Caitlyn Jenner, affermando come da copione quanto segue: "Come può qualcuno come Jenner, che ha vissuto l’intera vita come uomo, sperimentando i privilegi associati a ciò, affermare di essere una donna?". Probabilmente vi sono appelli alla biologia in questo particolare esempio, poiché molte persone ricordano Jenner come un atleta fisicamente maschile. Ma il nocciolo di questa affermazione è che le donne sono donne a causa della socializzazione e/o delle loro esperienze con il sessismo. E io allora? Ho vissuto la mia vita da adulta più come una donna che come qualcuno percepito come uomo, e ho sperimentato molto sessismo dopo la mia transizione: commenti per strada e molestie sessuali, un tentato stupro, uomini che non mi facevano parlare o non mi prendevano sul serio, e via dicendo. E cosa dire delle giovani ragazze trans che socialmente transizionano presto e non hanno mai fatto l’esperienza di essere percepite o trattate come uomini? Se si porta avanti l’argomentazione della "socializzazione" o della "esperienza del sessismo", ebbene allora bisogna ammettere che molte donne trans hanno parimenti tali esperienze e che quindi sono donne alla luce di tali criteri. Persino persone che hanno transizionato tardi come Jenner affronteranno il sessismo, una volta che la gente comincia a percepirle come donne. E anche se la donna trans in questione è visibilmente transgender, continuerà a subire molto sessismo sotto forma di transmisoginia.

Se sei una fautrice dell’argomento "le-donne-sono-donne-per-via-della-socializzazione", ti chiedo di considerare il seguente scenario: una giovane ragazza viene forzata contro la propria volontà a vivere come ragazzo. Una volta diventata adulta, dopo anni di socializzazione maschile e privilegi, lei arriva a identificarsi in termini femminili e comincia a vivere come donna. La accetti come donna? Se la tua risposta è "sì", allora è ipocrita non accettare anche le donne trans come donne (a dire il vero, "essere forzate contro la loro volontà a essere un ragazzo" è esattamente lo scenario con cui molte donne trans descrivono la loro infanzia).

Spesso le persone che sostengono che le donne trans non sono donne portano avanti simultaneamente sia l’argomentazione della biologia sia quella della socializzazione, anche se esse sembrano contraddirsi (ad esempio, se la biologia è il criterio predominante, allora quello della socializzazione non dovrebbe contare, e viceversa). In modo molto simile ai loro soci omofobi, che si appellano alla biologia ("Dio ha fatto Adamo ed Eva, non Adamo e Steve"), e poi invocano ipocritamente la socializzazione (ad esempio dicendo che si può diventare gay per via di insegnanti gay o per via dell’"agenda omosessuale"), chi sostiene che "le-donne-trans-non-sono-donne" si aggrappa a tutto piuttosto che cercare di costruire un argomento coerente.

La socializzazione di genere è del tutto reale, ma tutti noi siamo capaci di andare oltre la socializzazione che abbiamo sperimentato da piccoli. E la socializzazione di genere non si ferma semplicemente quando si diventa adulti: tutti noi siamo continuamente confrontati con pressioni sociali riguardanti il genere, aspettative, e ostacoli per tutta la vita. Se pensi che tali affermazioni siano vere per le donne cis, allora esse devono essere vere anche per le donne trans.

Le fallacie "energia maschile" e "privilegio maschile"

Un ramo dell’argomento della socializzazione procede più o meno come segue: nonostante la transizione e muovendosi nel mondo come donna, le donne trans ancora posseggono il "privilegio maschile" o l’"energia maschile". L’argomento dell’energia maschile mi pare particolarmente sessista, in quanto implica che l’uomo abbia una qualche sorta di forza vitale magica o mistica che le donne non posseggono o non possono possedere.

Questa sorta di affermazioni sembrano basate su congetture o su una proiezione. Ad esempio, nei molti anni in cui sono stata percepita dal mondo come donna cis non ho mai incontrato nessuno che abbia scoperto in me un "privilegio maschile" o una "energia maschile". Però, una volta saputo che io sono transgender, alcune persone tendono a leggere questi tratti nel mio comportamento. In effetti, se io vi dicessi che una determinata donna è transgender (anche se non fosse vero), voi potreste essere inclini a (re)-interpretarla in modo simile, ovvero leggendo ogni tendenza da maschiaccio o butch quali manifestazioni di "energia maschile" e supponendo – ogni volta che lei si imponga o si ribelli – un segno del suo "privilegio maschile" profondamente connaturato.

Il privilegio maschile è una cosa molto reale. Nel mio libro Whipping Girl ho parlato a lungo della mia personale esperienza di averlo, e conseguentemente di averlo perso dopo la transizione. Tuttavia non ogni donna trans fa esperienza del privilegio maschile (ad esempio le persone che fanno una transizione da giovani). Inoltre sollevare il tema del privilegio (uguale se maschile, bianco, delle classi superiori, delle persone normodotate o etero, per nominarne alcuni) serve per rendere consapevoli dei vantaggi di cui gode la maggioranza/classe dominante per il fatto che questa non si trova ad affrontare un particolare tipo di sessismo o emarginazione. Coloro che sostengono che le donne trans non sono donne insistono costantemente sul privilegio maschile reale o immaginato della donna trans, rifiutando di riconoscere o esaminare il proprio privilegio cis: ciò dimostra che le loro preoccupazioni riguardo al privilegio sono insincere, e che stanno solo usando questo concetto per delegittimare le identità delle donne trans e le loro esperienze vissute come donne.

La fallacia della donna trans come caricatura della donna

Questa fallacia in qualche modo si sovrappone alla fallacia "Caitlyn Jenner" e procede più o meno come segue: è impossibile che le donne trans sappiano cosa significhi essere donna. Pertanto esse devono essere state indotte alla transizione da un’idea molto superficiale o stereotipata di cosa significhi essere una donna, un’idea basata su idee convenzionali del femminile che molte femministe hanno rigettato. In altre parole le donne trans non sono vere donne, ma piuttosto noi ci trasformiamo solo in "parodie" o "caricature" delle donne. Le persone che affermano ciò spesso invocano in aggiunta il privilegio maschile – ad esempio insinuando che deve trattarsi di "arroganza maschile" o "diritto maschile" che condurrebbe noi donne trans a presupporre che possiamo capire le donne e/o diventare donne noi stesse.

Ci sono molti problemi con questo tipo di ragionamento:

1. Esso poggia su una visione estremamente negativa dell’espressione del genere femminile (che ho già smontato nei miei scritti) e implica che pure le donne cis convenzionalmente femminili si comportino superficialmente e/o rafforzino gli stereotipi.

2. Esso ignora le molte donne trans dichiaratamente femministe e/o femminili in modo non convenzionale.

3. Le donne trans non transizionano per il desiderio di essere femminili, noi transizioniamo per un’interna consapevolezza che siamo o dovremmo essere donne (comunemente indicata come identità di genere).

4. Le donne trans femminili in senso convenzionale non affermano o insinuano affatto che tutte le donne dovrebbero essere femminili in ugual modo, o che la femminilità sia quello che rende donna. Come le donne cis, noi donne trans ci vestiamo per esprimere noi stesse e non per criticare o fare la caricatura di altre donne.

5. Questo tipo di ragionamento accusa le donne trans di presumere arrogantemente di sapere cosa provano le donne cis, ma noi non lo facciamo. In realtà sono le donne cis che muovono tale accusa a presumere in modo arrogante di sapere cosa provano le donne trans e cosa ci motiva.

Come donna trans, sono la prima ad ammettere che non posso assolutamente sapere cosa provi ogni altra donna o cosa senta dentro. Ma il fatto è che nemmeno chi sostiene che le- donne-trans-non-sono-donne può sapere cosa ogni altra donna provi o senta! Ogni donna è differente. Condividiamo alcune esperienze coincidenti, ma differiamo anche in ogni modo possibile. Tutte le donne trans che conosco riconoscono questa diversità. Al contrario, è la donna cis che cerca di escluderci che sembra avere una strana, superficiale, stereotipata nozione di cosa costituisca una donna o di quello che una donna provi.

Una nota finale: l’affermazione "le donne trans sono caricature delle donne" ha un forte nesso con il luogo comune "le donne trans rinforzano il sessismo", che ho smontato nel seguente thread di Twitter (…)

La fallacia della differenza del cervello

Se sei una persona trans (che non possiede il privilegio cis), la gente spesso ti costringe a spiegare o giustificare la tua identità di genere. Una risposta comune è dire qualcosa come "sono nata con un cervello da donna nonostante io abbia un corpo da uomo". Molte volte è un’intenzionale ipersemplificazione da parte delle persone trans, un tentativo di sintetizzare la complessità dell’esperienza transgender in modo che ogni persona media cisgender possa comprendere. In altri casi le persone trans possono fare riferimento a ricerche che suggeriscono che, in alcune piccolissime regioni del cervello dove si individua dimorfismo di genere, le donne trans sono più simili alle donne cis che agli uomini cis (le persone trans non sono unanimi nel considerare queste ricerche come preliminari, valide o non valide).

Tuttavia alcune femministe cis deducono da ciò che tutte le persone trans devono avere credenze molto essenzialiste sulla questione cervello maschile e cervello femminile, e che quindi noi siamo un affronto al femminismo. Spesso mentre affermano ciò fanno esse stesse affermazioni essenzialiste, ad esempio riguardo alle capacità riproduttive, per delegittimare le nostre identità (come fa Elinor Burkett nell’articolo in cui cita ogni ragionamento possibile per sostenere "le-donne-trans-non-sono-donne", si veda il video in cui confuto i suoi argomenti).

La fallacia "Rachel Dolezal"

Oltre a Caitlyn Jenner, nelle odierne argomentazioni "le-donne-trans-non-sono-donne" si cita quasi sempre Rachel Dolezal. L’implicazione è che un "uomo" che afferma di essere una donna è tanto ridicolo, e tanto privilegiato, quanto una persona bianca che afferma di essere nera. Ma il fatto è questo: Rachel Dolezal è una sola persona. In netto contrasto (come ho detto prima), le persone transgender sono un fenomeno che attraversa le culture e la storia, e comprendono circa lo 0,2-0,3% della popolazione (un lettore ha affermato che studi più recenti parlano di forse 0,6% o di più).

Se vi interessa saperne di più sull’esistenza di persone gender variant qui (…) trovate una nota finale dal mio libro, che riguarda la diversità storica e culturale.

Fallacia "Le donne trans rifiutano di riconoscere ogni distinzione"

Coloro che sostengono che le donne trans non sono donne spesso insistono sulla differenza tra donne cis e donne trans, differenza che secondo loro le donne trans rifiutano di riconoscere. Queste affermazioni sono incredibilmente frustranti. In vita mia non ho mai sentito una donna trans affermare che le nostre esperienze sono al 100% identiche a quelle delle donne cis. E il fatto stesso che noi nella nostra comunità transessuale descriviamo le persone come "transgender" e "cisgender" dimostra che riconosciamo potenziali differenze!

Il problema non è che noi donne trans rifiutiamo di riconoscere ogni differenza, ma è piuttosto chi argomenta che "le-donne-trans-non-sono-donne" a rifiutare di riconoscere le molte cose che abbiamo in comune.

 

Ci fu un tempo negli anni '60 e '70 in cui molte femministe eterosessuali volevano escludere in egual modo le lesbiche dalle organizzazioni delle donne e dal femminismo. Le giustificazioni che apportavano erano stranamente simili alle argomentazioni "le-donne-trans-non-sono-donne": loro accusavano le lesbiche di essere "oppressivamente maschili" e di "rinforzare il sistema di classe sessista" (si veda il thread di Twitter prima citato). Se guardate la voce Wikipedia che ho messo più in alto in questo paragrafo, vedrete come le lesbiche abbiano lottato contro tali accuse.

Loro non l’hanno fatto perché pensavano di essere al 100% identiche alle femministe eterosessuali. Lo hanno fatto perché alcune femministe cercavano di escluderle dal femminismo e dalla categoria di donne. Esattamente come stanno cercando di fare contro di noi le persone che sostengono le argomentazioni "le-donne-trans-non-sono-donne".

Le donne trans sono donne. Non saremo "esattamente come" le donne cis, ma ripeto, le donne cis non sono tutte identiche l’una con l’altra. Ma quello che condividiamo è che tutte noi ci identifichiamo e muoviamo nel mondo come donne. E a causa di ciò tutte ci confrontiamo regolarmente con il sessismo. Questo è quello su cui dovremmo focalizzarci lavorando insieme per questa sfida.

Come ho già detto, costringere le donne trans in gruppi separati dalle donne cis non aiuta in alcun modo a raggiungere lo scopo principale del femminismo, che è quello di porre fine al sessismo. Di fatto serve solo a indebolire la causa che abbiamo in comune.

Una versione di questo articolo è apparsa su Medium. Maggiori informazioni sugli scritti di Julia Serano sul suo sito web:

Julia Serano

 

(*) originale qui http://www.newnownext.com/transgender-women-arent-women-julia-serano/07/2017/

Nella versione originale si trovano molti rinvii a link esterni, per la visione di essi rimandiamo quindi all’originale.

Traduzione a cura di Silvia Molè, Antonella Piazza, Daniel Ephel