fallacie logiche

Fallacie logiche, fallacies, fallacie.

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Presentazione: principali fallacie
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1 Siamo più degli altri
2 FALLACIA AD VERECUNDIAM
3 Patata bollente
4 Fallacie in combinazione
5 Ocean eleven
6 Fallacia del nirvana
7 La scelta
8 Errore perduttivo
9 Troll
10 Offeso
11 Opinionista
12 Non l'ho detto
13 Fallacia Naturalistica
14 La cooperazione
15 Halo effect
16 Cavallo che ride
17 Chi è folle?
18 Assoluten
19 Straw man
20 Lavazza
21. In rerum natura
22 Falsa dicotomia
23 Genialità di un condottiero
24 EAUI
25 Ripetuto quindi vero
26 Hate love
27 Il vero scienziato
28 Odino
29 Sono dappertutto
30 Pentimento e conoscenza
31 Bias di conferma
32 Norme morali
33 Orgoglio a buon mercato
34 Oggettività dell'indagine
35 Pendio scivoloso
36 Boccadoro e lo specismo
37 Feyerabend e Aristotele
38 Cigni neri
39 Povero ma felice
40. C. S. Peirce e l' Abduzione
41 La fabbrica del consenso
42 essi più o meno ignorano
43 straw man, relativismo e democrazia
44 la democrazia diretta nell'età di Pericle
45 Attenzione al vestito!
46. Le stronzate
47. L'Effetto Spettatore
48. La Mente Dello Sperimentalista
49 Valori tradizionali
50. volens nolens
51. L. MAGNANI AGGIORNA I. KANT
52. Luogo comune e Senso comune
53. non occorre essere filosofi
54. Il signor Finzione
55. hate speech
56. trasparenza dei valori e oclocrazia
57. Reductio ad Hitlerum
58. l'occhio nel muro
59. La Fallacia Antropocentrica
60. Sulla Meritocrazia
61. Il corpo della donna
62. Inno alla Conoscenza
63. lasciar fiorire tutte le vite
64. Internet, TV e cervello
65. sul relativismo etico
66. Fallacia per implicatura
67. Asintoticamente
68. Realtà 1 e 2
69. nè nè ma
70. Etica della guerra e civili
71. La Purificazione
72. I giovani prima??
73. Modi di scrivere
74. Declassamento del narcisismo
75. Tu non puoi capire!
76. Globalizzazione
77. Gatta ci cova!
78. Il dna dei Bin Laden
79. Da Norimberga in poi
80. Lei, Io e la Fratellanza
81. Polarizzazione di Gruppo
82. La tesi dell'asimmetria
83. sulle definizioni preliminari
84. Sul progresso morale
85. La Logica dell'Avvocato
86. Il ministro Brunetta
87. La Logica della Morte?
88. Sulla natura del ragionamento
89. "seeking chances" ed esperire
90. fuoco e fiamme
91. Oltre l'apparenza
92. Normale e Diffuso
93. Esperienza e Logica
94. Gossip e Potere
95. Creativi non si nasce
96. L'adultocentrismo
97. fanatismo allo specchio
98. assioma e dogma
99. La Fama
100. Scelta e Decisione
101. M. Trainito su U. Eco
102. reasoner before reasoning
103. Essere senza Tempo
104. Immunizzazione cognitiva
105. Caso e Necessità
106. Dissonanza Cognitiva
107. Rovescismo di Chesterton
108. Argomento Ipotetico
109. Post Hoc Fallacy
110. A nescire ad non esse
111. Statistical Fallacies
112. L'onere della Prova
113. Falsa Analogia
114. Vaghezza dei termini
115. Il Paese?
116. Argument from Consequences
117. Bagarre con capra
118. Desiderio non è Verità
119. Contingenza nella causa?
120. Il senso della vita
121. L'Amaro Averna
122. Sul Populismo
123. Effetto Domino
124. Essere e Dover Essere
125. L'Orologio Guasto
126. Sull'Austerità
127. Lo sfigato da 500 Euro
128. Dawkins and The Telegraph
129. Embubblement and Violence
130. Le implicature di Travaglio
131. Mezzo Campo
132. L'Ideologia
133. La società sessuale
134. Sull'Orgoglio
135. Apologia di Palamede
136. Ad Misericordiam
137. Principio di precauzione
138. Tollerare l'intolleranza?
139. Sul revisionismo storico
140. Omologa ed Eterologa
141. L'esclusiva dei Sogni
142. Red Herring
143. Disordinato o Disordered?
144. No, i broccoli no!
145. Sulla Deduzione
146. I Sensi e L'Autorità
147. Non solo scandalo
148. Scientifica o Umanistica?
149. Varallo
150. La coscienza delle piante
151. Il bosone di Sgreccia
152. L'oro e la fame
153. Loaded term: riduzionismo
154. L'amore di Cacciari
155. Darwin
156. Libero Arbitrio?
157. Aspirina e Stato Etico
157 b. Sul "linguaggio fascista"
158. Tre Luminari sull'Aids
159. Through doing morality
160. Socci e San Luca
161. Ad Humanitatem ed Essenza
162. C. Perelman
163. Leggere con la pennellessa
164. Azzeramento alla Polverini
165. Le Pene della Menzogna
166. Una strana coincidenza
167. Il discorso teologico moderno
168. Il gioco della veritá
169. IBE
170. Sul QI
171. Il Circo a Vercelli
172. L'alba della morale
173. Ti Estin
174. Una storia Inquinata
175. Arbitri e Umanisti
176. A colpi di straw man
177. Scienza o Multinazionale?
178. Pluralismo logico
179. Metafore e Verità
180. Diritto alla Carità?
181. Le Travagliate
182. Fallacia del finto tonto
183. It's me
184. Fatti e Interpretazioni
185. Lo scettro
186. Filosofia della Violenza
187. Il rifiuto di Protagora
188. Un messaggio di pace
189. Le massime
190. Il grattacielo e le rime
191. Sulla Coerenza
192. Embodied Cognition
193. Le scarpe più belle
194. Violenza soggettiva e sistemica
195. Sulla "Complessità"
196. Maschi e Femmine
197. Il cane sulla zattera
198. La Valvola di Sfogo
199. Neuroscienze a Vercelli
200. Voto consapevole?
201. Genocidio intellettuale
202. perle ai porci
203. Etica ed Estetica
204. Confabulazione
205. Una retromarcia?
206. I Saggi
207. Alessitimia
208. TdL
209. La Cieca Obbedienza
210. Mostra o Minestra?
211. Fact Checking
212. Tutela al contrario
213. Philarghyrìa
214. Altro mondo non c'è
215. Una storia plurale
216. verità, scienza, potere
217. Benaltrismo
218. Eufemismo
219. Borghese
220. Rai Filosofia
221. Tutto o Niente
222. Furbizia Orientale
223. Disobbedienza civile
224. Fede e Scienza
225. Being purposive
226. Modi di scrivere
227. Acredine di Don Gallo?
228. Complottismo?
229. Perversione Narcisistica
230. Fallacia del Gambler
231. Indissolubile
232. La responsabilità dell'ingannato
234. Contraddizione performativa
235. I Volti della Passione
236. Non solo parole
237. Spontaneo un corno
238. Blaming the victim
239. La Fisiognomica
240. Un Sogno di Rivolta
241. Cari Amici
242. Lobby e Associazione
243. Sui destinatari
244. L'Identità
245. Non Human First?
246. Aggressività e Prevenzione Etica
247. Falsa Univocitá
248. Sui sensi e sui pensieri
249. Cecità attenzionale
250. I pigliatutto
251. Uomo di Paglia
252. Caso Cancellieri
253. Il contratto
254. Può piacere o non piacere ma
255. Lutto ed Empatia
256. Una liturgia
257. Data Dump
258. Comunicazione e scopi
259. Default
260. Tributo Emotivo
261. Non è una preferenza
262. Salotti e Serve
263. Strumentalizzazione dei malati
264. Strumentalizzazione 2
265. Sul Kitekat
266. Animalità
267. Anticausale
268. Reichsjaegermeister
269. Marius
270. Opinione o discriminazione?
272. Riconciliazione
273. Booby Trap
274. Dinosauri stupidi?
275. "argomento" della reciprocità
276. Centonovantaquattro e dintorni
277. Il doppio standard
278. Quaderni Neri
279. Sulla Cronologia della Mente
280. Trivialità e Volgarità
281. La Conventicola
282. Cambiare
283. L'Onda Perfetta
284. Delasia
285. Mr. Bean
286. Dove ci porta la scienza
287. Speculazione sull'oscurità
288. Volo sull'Acheronte
289. La nobile arte dell'insulto
290. Gli esempi limite
291. Anticonformismo?
292. La mente degli altri
293. Opus Metachronicum
294. Ab Ovo usque Ad Mala
295. Ad Temperantiam
296. Fallacia dell'etnomorfismo
297. Oltre la specie
298. Fallacia dell'antispecismo metafisico
299. Fallacia Inversa
300. tanto rumore per un orso
301. Debunking?
302. Sciovinismo descrittivo & Co
303. Legge di Sturgeon
304. La scopa di Occam
305. Logica, Etica e Nutrizione
306. Fallacie Causali
307. Fallacia del Cavallo di Troia
308. Satira e Diffamazione
309. Esempi personali e statistiche
310. Le radici profonde dell'altruismo
311. Bias eiettivo e processo antropodecentrativo
312. Filosofia Bene Comune
313. L'etichetta
314. Fallacia della Piccionaia
315. Uomo di latta e uomo di paglia
316. Animali fuori dalla Costituzione?
317. Uccideresti l'uomo grasso?
318. Errore categoriale
319. Il corpo della modernità
320. Origine dell'uomo
321. Antropomorfismo?
322. Le persone pazienti
323. Superamento dell'utilitarismo
324. Il cervello plastico
325. Il bene relativo
326. Intelligenza e "razze"
327. Dire quello che si pensa
328. Neuroscienze e Diritti Umani
329. L'Obiezione dei Custodi
330. Sessismo e gruppi sociali
331. Ideologi dell'ideologia
332. Riduzione a fallacia
333. Parte in Causa su Radio Radicale
334. L'intelligenza delle emozioni
335. Dennett e Nagel a confronto
336. Fraintendere l'ad verecundiam
337. Fascinazione del contrario
338. Hater and not-me fallacy
339. Istruzioni per un uso consapevole
340. Solo una moda?
341. Nè scusa nè accusa
342. I linguaggi del vivente
343. Sul tatto
344. Nuove parole per l'autismo
345. Freedamned
346. Ne parlano i non ignoranti ...
347. Il cappello piumato
348. Io è una parola di tre lettere
349. Meritocrazia: altri volti
350. La fallacia della borsa di tolfa
351. La ragione dello sragionare
352. Tra inglesismi e indifferenziate
353. Il virus di Giulio Giorello
354. Sul politicamente scorretto
355. Sul negazionismo, variante
356. La tirannia della bellezza
357. Libertà personale e libertà del mercato
358. Fallacia della similitudine estesa
359. Le fallacie logiche sulle donne transgender
360. IRRIVERENDER
361. Il cercatore della pepita di letame
362. Dare voce alle ribelli locali
363. Credere alle cazzate
364. Passing e Sacrificio
365. Buon compleanno MARX, avevi ragione!
366. Patriarcato e moderno controllo della filiazione
367. Femminismo Materialista
368. Femminismo neoliberista e freedom fallacy


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52. luogo comune e senso comune
domenica 20 febbraio 2011


Il concetto di luogo comune è strettamente correlato a quello di senso comune, che non ha un significato univoco ed è quindi soggetto a valutazioni diverse.

Se gli si attribuisce un significato conoscitivo (intendendolo come un bagaglio di conoscenze, giudizi, convinzioni e principi largamente condivisi anche da chi non ha particolari competenze) può essere valutato in modi opposti.

 Da una parte, il fatto che certe convinzioni e principi appaiano condivisi dalla stragrande maggioranza degli uomini può essere visto come una garanzia della loro validità, quale risultato delle esperienze di vita dei nostri padri e quindi quale preziosa eredità culturale da non dover sottoporre a verifica alcuna – credenza e certezza sono i caratteri salienti del senso comune.

 Dall’altra, appare chiaro trattarsi di atteggiamento in generale fallace, in quanto il semplice fatto che la maggior parte della gente faccia X non lo rende corretto, morale, giustificato o ragionevole. Ora, poichè sarebbe impensabile cominciare a dubitare di tutto, intendo operare una distinzione tra senso comune e luogo comune nei seguenti termini: il senso comune rappresenta, solitamente, i cosiddetti valori, vale a dire dei principi molto generali, universalmente riconosciuti come validi, quali solidarietà, fratellanza, giustizia, che effettivamente nascono sia dall’esperienza sia dalla considerazione razionale che l’uomo senza di essi, quale animale sociale, sarebbe condannato all’estinzione, in quanto trattasi dei pilastri della vita in comune.

Con luogo comune intendo invece un’opinione su un tema molto più concreto e circoscritto, la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l’ovvietà o l’immediata riconoscibilità. Nel contesto della nostra vita socio-politica è quindi importartante soffermarsi sulla manipolazione del luogo comune, o sulla sua creazione ad hoc al fine di creare consenso e quindi elettorato. Nella propaganda politica, ma anche nel messaggio pubblicitario, è fondamentale che l’elettore si riconosca nel messaggio lanciato, che lo slogan rispecchi il suo modo di pensare o quello che egli già dà automaticamente per assodato. Un esempio di luogo comune spesso ricorrente è la paura per lo straniero, per la diversa cultura, come tale volta a minare i propri interessi: “ci rubano il lavoro”.

Quindi, nulla di più semplice, al fine di ottenere consenso, che sfruttare tale paura e concentrarla in brevi slogan ai limiti del razzismo. Laddove i dati delle Camere del Commercio dimostrano sia alte percentuali di liberi imprenditori offerenti a propria volta lavoro, sia lavoratori impiegati in settori ormai disdegnati dagli autoctoni, sia una situazione per cui gli stranieri in Italia contribuiscono per il 9,2% alla creazione del Prodotto interno lordo a livello nazionale. Vi sono poi luoghi comuni creati ad hoc, a fini elettorali. Spesso vengono in tal senso manipolate statistiche e deformate le rappresentazioni mediatiche: un caso tipico è rappresentato dal tema criminalità: “ormai non si può piu camminare in città tranquilli”, “il cittadino non si sente piu sicuro”, laddove i numeri in realtà spesso subiscono variazioni minime o sono comunque di difficile interpretazione per la complessità di questi fenomeni. Singoli casi di cronaca gonfiati mediaticamente a simbolo di pericolo dilagante e diffuso cui porre mano attraverso programmi politici “forti” che creeranno quindi sicurezza attraverso l’inasprimento delle pene. Attente analisi che vanno al di là del luogo comune renderanno evidente come la diminuzione della criminalità sia, in genere, direttamente proporzionale al miglioramento delle condizioni socioeconomiche di un dato ambiente e che l’effetto deterrente dell’aumento della pena non è stato minimamente dimostrato.

Il luogo comune rappresenta quindi una scorciatoia cognitiva, nel senso che esso non viene sottoposto a verifica e risulta spesso immune anche all’evidenza. Rappresenta l’opposto del metodo di indagine razionale che nasce dall’osservazione obiettiva di fatti documentati provenienti da fonti note, utilizzati per costruire ipotesi che devono poi resistere a ogni tentativo di falsificazione mediante altre osservazioni, analogamente al metodo scientifico.

Un punto importante è poi rappresentato dal quesito: perchè tendiamo così facilmente ad essere vittime del luogo comune? I motivi sono molteplici e strettamente correlati: accanto a un’inefficiente e fallimentare istruzione scolastica, che dovrebbe fornire i metodi di discernimento e nozioni culturali di base, troviamo anche una situazione di tipo emozionale per cui la condivisione di un luogo comune crea sodalizio, comunanza, partecipazione ad un gruppo. Invalidare un luogo comune significherebbe qui, oltre che a dover disporre di notevoli informazioni e capacità argomentative, anche mettere a rischio la simpatia e il sostegno del “gruppo”. A ciò si aggiunga una sorta di immunizzazione cognitiva nei confronti di tutto ciò che può mettere a repentaglio un insieme di opinioni che si è radicato nel tempo, venendo a costituire la base del nostro agire o pensare quotidiano. I luoghi comuni sono quindi più difficili da smantellare della più iniqua delibera, e più pericolosi. Contro una norma, una delibera, un decreto possiamo mobilitarci con strumenti di pressione, di comunicazione, di azione legale ampiamente testati. E vincere o perdere a seconda delle risorse impegnate e degli appoggi acquisiti. Ma contro i luoghi comuni siamo spesso indifesi, anche per la loro sfuggevolezza, per la loro mutevolezza, per la loro diffusione, magari inconscia, anche nelle menti apparentemente più illuminate.

Soluzioni? Diffusione della conoscenza, che è dovere prima ancora che diritto, a tutti i livelli. È mio parere personale che la massima forma di ignoranza non sia costituita dalla carenza di sapere ma dalla mancata diffusione o distribuzione di questo. Laddove ciascuno, nel suo piccolo, è chiamato a dare un contributo

 

 
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